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Il Nostro Paese

Partendo da Quincinetto, una stradina di campagna passa accanto a Tavagnasco e Quassolo, allontanandosi poi verso Baio Dora e la pianura canavesana. E’ questo forse il percorso più suggestivo per arrivare all'antica Covazo/ium o Coasso/um. Il nome è di origini incerte ma il Mattia, nel 1910, avanzò l'ipotesi che potesse derivare dalla base latina volgare cov (cou) e cioè: cavo, concavo. Quindi un luogo con una concavità naturale, simile alla leggera piega della falda montana alla quale si addossa il capoluogo, a quota 278.
Poco meno di 400 abitanti per quasi 4 Kmq di superficie. Il territorio di Quassolo è compreso tra il dirupato versante orientale del Monte Cavallaria (m. 1464) e la fertile piana della Dora Baltea. La scelta di questa località per crearvi un insediamento umano è legata a precise esigenze militari medievali. Quassolo, in origine, era solo un castello, voluto, attorno al 1228, da Ivrea per contrastare la minaccia alla Strada di Francia, portata dai Signori di Montestrutto, alleati dei rivali vercellesi. Nei secoli successivi, superata la funzione bellica, lo zona venne popolandosi di tenaci contadini, che lottarono duramente per raggiungere l'autosufficienza della loro economia agricola.

Il pianoro di Praja, a quota 640, divenne un comodo alpeggio, i dintorni scoscesi dell'abitato divennero vigneti terrazzati e la preziosa pianura fu strappata al fiume con ingegnose opere di sbarramento e deviazione. Un'impresa quest'ultima molto contrastata dalle impetuose inondazioni della Dora e dai litigi con Borgofranco, minacciata direttamente dalle deviazioni fluviali. Nonostante tutto però, Quassolo ancora oggi è l'unico Comune della valle che possieda terreni su entrambe le sponde della Dora e persino l'antica parrocchiale di San Gregorio, a lungo contesa a Baio, è all’interno dei confini comunali attuali. Solo l’invasione del tracciato autostradale sembra aver vinto questa combattiva e plurisecolare comunità.
 
L’Assunta ed il Cantone
La parrocchiale dell’Assunta ed il castello duecentesco, circondato da vigneti ed arroccato sulla rupe a ridosso dell’abitato, sono inseparabili allo sguardo dei passanti. Ed è salendo verso di essi che si può visitare Quassolo. Entrando nel borgo vecchio, si incontra l’ex  parrocchiale di San Bernardo , medioevale, ma ricostruita nel Settecento, la cui facciata è stata recentemente restaurata. La via che parte di fronte alla sua facciata raggiunge l’attuale parrocchiale dell’Assunta . Eretta nel primo Settecento possiede al suo interno tre altari, e tra i vari decori, un pulpito e due confessionali barocchi.
Nelle varie piazzette e lungo le vie si possono apprezzare i diversi “burnei” che ancora regalano acque purissime.
Salendo al castello , è bene non perdersi i piccoli scorci della bella architettura contadina, sempre più rara. Il Cantone , la località del castello, è forse il nucleo più antico del paese e si gode un ampio panorama sul fondovalle.

 
Due passi nei dintorni

Una breve ma gradevole passeggiata lungo la Dora porta alle rovine del Castello di San Pietro , con l’omonima cappella, sorto nella zona, un tempo emersa, nella quale forse esisteva il perduto villaggio di Riperia della Dora, antecedente a Quassolo. Un altro percorso, questa volta campestre, arriva alla antica parrocchiale di San Gregorio con l’annesso camposanto. L’isolamento del luogo è quanto mai suggestivo. L’escursione principale è sicuramente quella verso Praja . Una bella mulattiera, con un tratto scavato a gradini nella roccia nel 1879, si snoda sul ripido versante tra vigneti e boschi sino alle belle baite ristrutturate di Praja. Qui la prima domenica di luglio risuonano gli estemporanei “quintet” della Festa in Praja.

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