LINEE GUIDA PER LA REDAZIONE DEGLI STUDI DI FATTIBILITA’ – SdF
REGIONE
PIEMONTE
BANDO REGIONALE “PROGRAMMI INTEGRATI PER LO SVILUPPO
LOCALE”
LINEE GUIDA
PER LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA INTEGRATO E DEGLI STUDI DI FATTIBILITA’ (SdF)
PREMESSE
Nella predisposizione dei
Programmi di sviluppo locale, si richiede ai soggetti propositori beneficiari
dei contributi regionali di tenere conto dei documenti programmatici approvati
nella nuova legislatura regionale:
a)Il nuovo programma di legislatura, presentato dal Presidente della
Giunta regionale al Consiglio il 16 maggio 2005;
b)il
Documento Strategico Preliminare della Regione Piemonte 2007-2013 approvato dal
Consiglioregionale del Piemonte con
deliberazione 26-31183, in cui sono individuati obiettivi strategici
fondamentali per la programmazione dei futuri fondi europei;
c)il
Documento programmatico “Per un nuovo Piano Territoriale Regionale” approvato
dalla Giunta regionale, in data 14 Novembre 2005.
Il Bando per la redazione
di Programmi Integrati per lo Sviluppo Locale prevede che i Programmi siano
corredati da una relazione descrittiva
(art. 4, c. 1) e da uno o più studi di
fattibilità (SdF) relativi alle opere pubbliche o di interesse pubblico in
essi contenute (art. 5, c. 1).
Si riportano di seguito i
contenuti minimi di tali documenti con riferimenti puntuali alla modulistica ed
agli schemi indicativi in allegato.
1.LA
RELAZIONE DESCRITTIVA
La
relazione descrittiva del Programma
Integrato deve contenere (art. 4, c. 2, 5 e 6del Bando):
a)i dati sulla situazione
ambientale, territoriale, economica, sociale e turistica dell’area;
b)l’indicazione del numero di
residenti nell’ambito;
c)una analisi dei punti di forza e
di debolezza dell’area interessata sotto il profilo urbanistico, edilizio,
ambientale, economico e sociale;
d)l’indicazione del ruolo strategico
che il Programma intende svolgere per lo sviluppo socio economico e culturale
dell’ambito, delle condizioni di vita e di lavoro dei residenti,
dell’integrazione sociale e della valorizzazione dell’ambiente naturale (con
particolare riferimento ai parametri definiti nell’art. 4, c. 3, del Bando);
e)gli obiettivi generali ed i
risultati attesi sul breve, medio e lungo periodo;
f)l’ordine di priorità degli
interventi, dei servizi da erogare e delle attività comunque rilevanti per lo
sviluppo locale o per la riqualificazione dell’area;
g)le scadenze temporali del
Programma: cronoprogramma complessivo che contenga e raggruppi i cronoprogrammi
dei singoli interventi [vedi schema indicativo – S2];
h)la rappresentazione cartografica
e la perimetrazione dell’ambito interessato e delle aree omogenee oggetto del
Programma;
i)l’esplicitazione della coerenza
del Programma con gli obiettivi e le linee di indirizzo definite dagli
strumenti di programmazione socioeconomica e di pianificazione territoriale o
di settore;
j)la relazione di compatibilità
ambientale del Programma (art. 20 L.R. 40/98), che deve contenere le seguenti
informazioni:
- gli
obiettivi principali del Programma nei confronti delle possibili modifiche
dell’ambiente;
- le caratteristiche ambientali di tutte le aree che possono essere
significativamente interessate dal Programma;
-
qualsiasi problema ambientale rilevante ai fini del Programma, con specifica
attenzione alle aree sensibili ed alle aree urbane;
- gli
obiettivi di tutela ambientale (stabiliti da accordi internazionali, normative
comunitarie, leggi ed atti di indirizzo nazionali e regionali) perseguiti nel
Programma e le modalità operative adottate per il loro conseguimento;
- i
prevedibili impatti ambientali significativi e la valutazione critica complessiva
delle ricadute positive e negative sull’ambiente, derivanti dall’attuazione del
Programma;
- le
alternative considerate in fase di elaborazione del Programma;
- le
misure previste per impedire, ridurre e ove possibile compensare gli impatti
ambientali significativi derivanti dall’attuazione del Programma;
La
relazione di compatibilità ambientale deve inoltre evidenziare quali, tra gli
interventi previsti dal Programma sono soggetti alle procedure di verifica o di
valutazione di impatto ambientale di competenza statale (art. 1, DPCM 377/88) o
regionale, provinciale, comunale (allegati A1, A2, B1, B2, B3, L.R. 40/98). La
relazione deve infine evidenziare la necessità di effettuare procedimenti di
valutazione d’incidenza dovuti alla presenza di interventi che possono avere
un’incidenza significativa sui siti di importanza comunitaria (SIC) o sulle
zone di protezione speciale (ZPS) (direttive 92/43/CEE o
79/409/CEE, D.P.G.R. 16 novembre 2001, n. 16/R).
2.IL
PIANO DI FATTIBILITA’ E LA RELAZIONE FINANZIARIA
Il
piano di fattibilità del
Programma (art. 4 c. 6) e la relazione finanziaria
(art. 4 c. 7) devono contenere:
a)una Scheda
Intervento che sintetizzi, per ogni opera pubblica o di interesse
pubblico, ogni azione immateriale (pubblica o privata) e ogni intervento
privato inserito nel Programma Integrato, quanto richiesto dal bando. Per le
opere di importo maggiore o uguale a 800.000€ la Scheda Intervento dovrà essere
riassuntiva dei contenuti dell’SdF;
b)la Tabella
3 - Ipotesi di finanziamento del Programma Integrato [vedi modulistica - TABELLA 3]: tale documento è simile a
quello presentato nel dossier di candidatura, a meno di modifiche e/o
rimodulazioni.
Prestare
inoltre particolare attenzione ad eventuali errori materiali di calcolo degli
importi parziali ed al corretto inserimento degli investimenti privati; per
evitare possibili equivoci, la Tabella è stata modificata come segue: gli
interventi privati risultano ora suddivisi tra interventi prevalentemente
residenziali ed attività economiche; gli interventi di PPP sono classificati in
tre tipologie: realizzazione solo pubblica e gestione privata, realizzazione
pubblica-privata e gestione privata (PF e concessione di costruzione e
gestione), realizzazione pubblica con contributo privato a fondo perduto (da considerarsi
come PPP ai soli fini del bando).
NOTE PER LA REDAZIONE DELLA SCHEDA INTERVENTO
La Scheda Intervento dovrà riportare i seguenti
contenuti minimi:
a)QUADRO CONOSCITIVO
-Breve descrizione dell’intervento;
-Rapporti instaurati sul territorio con altri
soggetti pubblici o privati (sinergie);
-Risultati ed effetti attesi;
-Soggetto attuatore
dell’intervento/erogatore del servizio;
-Modalità di gestione;
b)FATTIBILITÀ TECNICA
-Scelte tecniche "di base";
-Planimetria e cartografia dell’area
interessata;
-Elenchi catastali delle aree e degli
immobili oggetto del programma;
-Stima parametrica del costo di costruzione
e di realizzazione [vedi schemi - B1, B2 e B3];
nel caso di opere pubbliche o di interesse pubblico di importo superiore o
uguale a 800.000€ lo schema dovrà essere coerente con i QTE desunti dagli SdF.
Sempre per le opere pubbliche o di interesse pubblico dovrà essere inoltre
indicato un parametro tecnico opportuno (mq, ml, ecc.), le quantità ed il
relativo costo parametrico;
-Eventuali costi di acquisizione
delle aree e/o degli immobili con assenso dei proprietari;
-Eventuali oneri aggiuntivi a
carico del comune (opere di urbanizzazione, adeguamento infrastrutture,
trasferimenti occupanti e attività, ecc.);
-Eventuali problemi su cui porre
l'attenzione in fase progettuale (illustrare soluzioni per favorire la
permanenza dei residenti e delle attività insediate nella zona interessata dal
Programma o eventuali trasferimenti temporanei);
c)COMPATIBILITÀ
URBANISTICA, AMBIENTALE E PAESAGGISTICA
-Compatibilità urbanistica [vedi schema URB];
-Descrizione sintetica dell’ impatto
ambientale dell'opera e delle misure compensative previste. Indicare inoltre se
l’intervento è soggetto alle procedure di verifica o valutazione di impatto
ambientale (di competenza statale, regionale, provinciale o comunale) o di
valutazione d’incidenza;
-Descrizione sintetica dell’inserimento
paesaggistico dell’intervento e delle eventuali misure compensative previste.
Indicare inoltre se l’intervento è soggetto alle prescrizioni del D. Lgs.
42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio);
-Documentazione fotografica del sito in cui
sorgerà l'opera;
d)SOSTENIBILITÀ
FINANZIARIA
-Per gli interventi pubblici o di interesse
pubblico e per le azioni immateriali pubbliche, stima dei costi di gestione e/o
di erogazione del servizio;
-Tariffe per gli utenti (eventuali);
-Per gli interventi privati, attestazione
del coinvolgimento dei soggetti attuatori privati, attraverso lettere
d’intenti, convenzioni, accordi, con l’indicazione delle eventuali garanzie
finanziarie per la realizzazione dell’intervento e delle penalità previste;
-Sostenibilità dei costi a carico
dell’Amministrazione locale;
e)PROCEDURE
-Idoneità dell’area all’intervento e
disponibilità delle aree e/o degli immobili;
-Descrizione puntuale dei passaggi
procedurali che si intendono attuare perottenere nulla osta, autorizzazioni, etc. e stima dei tempi previsti;
-Indicazione delle scadenze temporali per
la realizzazione dell’intervento (Cronoprogramma), sulla base della Scheda di
Monitoraggio approvata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze
(autorizzazioni-progettazione-lavori) [vedi schema indicativo - S1].
NOTE PER LA REDAZIONE DEGLI STUDI DI FATTIBILITÀ (SdF)
Per
quanto riguarda gli Studi di fattibilità (SdF) il bando chiarisce (art. 5 c. 1)
che le opere pubbliche o di interesse pubblico incluse nel Programma integrato
dovranno essere corredate da uno SdF redatto secondo la Guida per la
certificazione da parte dei nuclei regionali di valutazione e verifica degli
investimenti pubblici (NUVV) (in www.retenuvv.it ) per importi superiori
ai 2.000.000 € e in modo più sintetico se di importo inferiore.
Le
linee guida, per le varie tipologie di SdF qui previste, sono quindi basate
sulla Guida NUVV pur con alcune semplificazioni e specificazioni. Al fine di
evitare tanto il rischio di un inutile sovraccarico di lavoro per la redazione
degli Studi di fattibilità, che quello di un loro impoverimento
(interpretazione riduttiva e/o formalistica dello studio) sono stati
individuati tre diversi livelli di approfondimento in funzione della
“dimensione” delle opere da esaminare:
Le
tipologie di SdF individuate per la redazione dei Programmi Integrati, basate
sull’importo del costo di realizzazione dell’opera pubblica o di interesse
pubblico (cioè il totale del QTE), sono le seguenti:
OPERE
DI IMPORTO INFERIORE A 800.000 €:
per tali opere sono sufficienti le
Schede di intervento contenute nel Programma di Fattibilità;
OPERE
DI IMPORTO TRA 800.000 € E 1.999.999 €:
per tali opere deve essere redatto uno SdF
semplificato [C];
OPERE
DI IMPORTO TRA 2.000.000 € E 9.999.999 €:
per tali opere deve essere redatto uno SdF
sintetico [B];
OPERE
DI IMPORTO SUPERIORE O UGUALE A
10.000.000 €: per tali opere deve essere redatto uno SdF completo [A].
[A] STUDIO
DI FATTIBILITA’ COMPLETO
1.QUADRO CONOSCITIVO
1.1
Quadro conoscitivo generale e obiettivi dell’intervento
Per affrontare le
specifiche analisi di fattibilità e sostenibilità settoriali vere e proprie, è
indispensabile che gli SdF elaborino un insieme, minimo, di analisi di base
aggiornate.
Gli elementi conoscitivi di
base riguardano: l’inquadramento complessivo dell’opera, il modello digestione e manutenzione dell’opera e la presa
in conto delle alternative progettuali di maggiore rilevanza.
Tutti gli SdF debbono
affrontare queste analisi di base, ovviamente con un grado di approfondimento e
di completezza consoni alla dimensione ed alla fattispecie dell’opera studiata.
Ogni studio di fattibilità
necessita di una descrizione del contesto (territoriale, socio-economico,
istituzionale, normativo, programmatico, ecc.) nel quale si inserisce il
progetto, delle sue finalità dirette e indirette e delle possibili connessioni
con altri interventi e opere.
E’ anche necessario fornire
indicazioni relative ai soggetti coinvolti: proponente, promotore,
finanziatore, realizzatore, proprietario, gestore ecc. (a seconda dei casi).
E’ infine indispensabile
esplicitare gli elementi utili per valutare la compatibilità dell’opera con gli
indirizzi di programmazione regionale e provinciale.
1.2
Individuazione e valutazione delle alternative progettuali
Tutti gli SdF debbono porsi
l’obiettivo di identificare ed illustrare le soluzioni alternative per
rispondere alla domanda attuale e/o futura insoddisfatta di beni e/o servizi.
Le soluzioni alternative da
considerare debbono riguardare innanzitutto le modalità complessive di
soddisfacimento della domanda e cioè se esso debba necessariamente avvenire con
la realizzazione di un’opera pubblica nuova e non in modo alternativo (ad
esempio col miglioramento del funzionamento delle opere esistenti, oppure con
la distribuzione di bonus o crediti all’utenza potenziale per il reperimento
sul mercato dei beni e servizi, ecc) che minimizzi l’erogazione di risorse
pubbliche.
Occorre illustrare le
alternative esaminandone i profili: tecnico-funzionale, localizzativo,
gestionale, ecc. Di ciascuna soluzione alternativa dovranno essere indicati
analiticamente i motivi tecnici, ambientali, gestionali, economici, che hanno
condotto alla sua esclusione (punti di forza e di debolezza).
A fronte di alternative
rilevanti (cioè che possono incidere fortemente sui risultati dell’opera in
termini di efficienza ed efficacia nel soddisfacimento del fabbisogno) la
comparazione con la soluzione prescelta dovrà includere gli aspetti principali
di fattibilità e cioè le analisi di sostenibilità finanziaria e di convenienza
economico-sociale.
L’inesistenza di
alternative all’intervento proposto dovrà in ogni caso essere puntualmente
motivata.
1.3
Modalità di gestione dell’opera
Tutte le opere, sebbene con
diverso grado di complessità, necessitano di un’attività di gestione nella fase
di regime: dalla sola attività di manutenzione dell’opera a quelle di gestione
di sistemi complessi.
Lo SdF deve dunque porre
una particolare attenzione nell’individuare il sistema più efficiente di
gestione dell’opera pubblica.
Occorre descrivere il
modello di gestione previsto (in gestione, in economia ecc.) individuandone
normativa, soggetti, modalità, attività, ecc., nonché le azioni che dovranno
essere intraprese per rendere possibile, sul piano gestionale, il conseguimento
degli obiettivi ai quali l’intervento è finalizzato. Il modello di gestione
previsto deve essere, ovviamente, “fattibile” a normativa vigente. Se si sono
vagliate ipotesi alternative occorre descriverle.
Il modello di gestione
previsto dovrà trovare corrispondenza nella Fattibilità Finanziaria.
2.FATTIBILITA’ TECNICA
2.1
Indicazioni tecniche “di base” ed esplorazioni preprogettuali
L’ipotesi
(tecnica) di opera pubblica o di interesse pubblico da sottoporre a studio di
fattibilità, va delineata e descritta con un dettaglio sufficiente per
permettere di realizzare le successive fasi di fattibilità (in particolare:
ambientale, finanziaria ed economica). Si tratta di identificare le funzioni da
insediare, di descrivere le caratteristiche tecnico-funzionali e dimensionali,
con riferimento alle opere necessarie per la realizzazione dell’intervento,
nonché di individuarne la localizzazione.
Vanno
poi dettagliatamente descritti, in termini quantitativi e qualitativi, gli
output (beni e/o servizi) previsti dall’opera.
Le
esplorazioni preprogettuali dovrebbero utilizzare schemi planivolumetrici di
massima volti ad individuare le principali strategie progettuali, anche con
riferimento al disegno degli spazi aperti, alla sostenibilità ambientale, al
rapporto con il paesaggio (cfr. successivi punti 3.2 e 3.3).
2.2
Stima parametrica dettagliata del costo di costruzione e di realizzazione
A livello dello SdF, la
stima del costo di costruzione, in mancanza degli elaborati progettuali, è
evidentemente da intendersi come stima di massima, equivalente, per certi
aspetti, alla valutazione del costo sommario previsto nel progetto preliminare.
Il costo di costruzione e
di realizzazione dell’opera sarà valutato attraverso una stima dettagliata per
funzioni o destinazioni, esplicitando per ciascuna funzione un parametro
tecnico, la quantità ed il relativo costo. Il risultato di tali stime di
massima dovrà essere riportato nel Quadro Tecnico Economico [vedi schema A].
2.3
Eventuali problemi su cui porre l’attenzione in fase progettuale
Se l’opera comporta la
necessità di affrontare problemi specifici con riflessi sulle scelte progettuali,
evidenziare tali problemi ed indicare gli aspetti da approfondire nelle
successive fasi di progettazione.
3.COMPATIBILITA’ URBANISTICA,
AMBIENTALE E PAESAGGISTICA
3.1
Compatibilità urbanistica
Lo SdF dovrà individuare
chiaramente il livello di compatibilità dell’intervento con le previsioni degli
strumenti di pianificazione urbanistica secondo lo schema allegato (già
richiesto nella Scheda Intervento), eventualmente integrato da brevi
commenti/chiarimenti [vedi schema URB]
3.2
Descrizione dettagliata di eventuali impatti ambientali dovuti all’opera e
misure compensative da prendersi
A partire da quanto è stato
evidenziato nella relazione di compatibilità ambientale del Programma (art. 20,
L.R. 40/98), si tratta di individuare sinteticamente per macro-livelli le
principali situazioni di criticità e rischio ambientale, con particolare
riferimento ai seguenti fattori:
-la macro-localizzazione dell’opera
(a livello areale o lineare);
-la tipologia progettuale
dell’opera pubblica e le tecnologie adottate;
-l’organizzazione, il sistema
relazionale e di gestione dell’intervento, nei casi in cui questi aspetti
abbiano rilevanza ambientale.
I
contenuti della valutazione di compatibilità ambientale per l’opera riguardano
tre aspetti:
a.
Verifica della compatibilità dell’opera con il quadro normativo e con gli
strumenti di pianificazionein materia ambientale.;
b.Analisi delle principali componenti
ambientalipresenti nel territorio direttamente interessato
dall’opera e potenzialmente da essa coinvolte, individuando eventualmente
fattori di utilizzo non sostenibile delle risorse (idriche, energetiche, ecc.)
che possono interagire con la realizzazione dell’opera, nonché ipunti
di forza e di debolezza del sistema ambientale interessato, gli elementi di
maggiore criticità, ecc.;
c1.
Descrizione sintetica dei parametri macro-localizzativi dell’opera,
con particolare riferimento all’interazione con le componenti ambientali, delle
eventuali scelte tecnologiche eco-efficienti adottate e dei sistemi
organizzativo-gestionali sostenibili;
c2.
Descrizione delle principali modificazioni previste sull’ambiente
e dei principali fattori di pressione sulle risorse naturali e sulla qualità
della vita (consumo di suolo, consumo energetico, produzione di rifiuti, ecc.),
con individuazione dei principali ricettori ambientali;
c3.
Descrizione del livello degli impatti sulle componenti ambientali principali,
con indicazioni qualitative deipotenziali
effetti attesi e dei principali rischi ambientali (con eventuale utilizzo di
matrici sintetiche fattori di
pressione-ricettore-livello di impatto), ed individuazione dei fattori di
impatto più significativi e per i quali si renderà necessario un maggiore
approfondimento in fase di progettazione dell’opera;
c4.
Indicazione delle principali misure previste per eliminare o mitigare gli
effetti negativi sull’ambiente, delle eventuali misure
compensative e delle azioni di prevenzione da considerare nella progettazione e
poi da adottare.
3.3
Descrizione dettagliata di eventuali impatti paesaggistici dovuti all’opera e
misure compensative da prevedersi
I
contenuti della valutazione paesaggistica per l’opera riguardano tre aspetti:
a.
Verifica della compatibilità dell’opera con il quadro normativo e con gli
strumenti di pianificazionein materia paesaggistica;
b.Analisi dei principali elementi del paesaggio e dei beni culturali presenti
nel territorio direttamente interessato, individuando le possibili interazioni
con la realizzazione dell’opera, l’inserimento paesaggistico dell’intervento,
gli aspetti positivi di valorizzazione del contesto, gli eventuali effetti
negativi e le conseguenti misure compensative previste, sulla base delle
esplorazioni preprogettuali di cui al precedente punto 2.1;
c.
Documentazione fotografica del sito ed eventuali simulazioni preprogettuali
(cfr. precedente punto 2.1);
4.SOSTENIBILITA’
FINANZIARIA
La corretta analisi e stima
della domanda e dell’offerta rappresenta il “cuore” dello studio di
fattibilità. E’ infatti solo partendo dalla identificazione di un fabbisogno e
dalla costruzione di una proposta per rispondere a tale fabbisogno, che
l’ipotesi di un’opera pubblica trae fondamento. Il bilancio domanda-offerta
assume dunque un’importanza decisiva per la giustificazione finanziaria ed
economico-sociale (utilità) dell’investimento.
4.1 Definizione del bacino di utenza dell’opera,
analisi della domanda potenziale e dei competitori presenti
Occorre descrivere in
termini quali-quantitativi lo stato attuale e le prospettive di evoluzione
della domanda di beni e/o servizi che costituiscono i bisogni da
soddisfare direttamente con l’intervento proposto. Per fare ciò è necessario:
identificare con precisione i beni e i servizi di riferimento, il loro bacino
di utenza e la corrispondente domanda potenziale soddisfatta e da soddisfare, presente
e futura. È bene sottolineare che è solo partendo da una motivata ipotesi di
sviluppo della domanda che può principalmente giustificarsi o meno la
realizzazione dell’opera.
Nei casi in cui l’andamento
futuro della domanda possa essere influenzato dalla realizzazione
dell’intervento proposto, occorre evidenziare la domanda “aggiuntiva” attivata
dalla realizzazione stessa dell’opera.
Anche per
quanto riguarda l’offerta dei beni e servizi riferibili direttamente
all’opera studiata, bisogna fare riferimento all’offerta attuale nel bacino
d’utenza individuando gli eventuali“competitori”. Nell’impostare l’analisi della domanda e quella
dell’offerta occorre utilizzare definizioni e metodi di misura identici e fare
riferimento ad uno stesso arco temporale per i trend futuri.
L’arco
temporale di riferimento per le previsioni di domanda e offerta,
nell’analisi di sostenibilità finanziaria e di convenienza economico-sociale,
può essere fissato in 20 anni (orizzonte temporale medio). E’ possibile
scostarsi da questo orizzonte temporale, riducendolo od allungandolo, in
funzione di particolari tipologie di opere o in funzione della durata di una
concessione ipotizzata nel caso di PPP o PF.
Le
informazioni, i dati statistici, le ipotesi debbono essere accompagnate dalla
citazione delle fonti utilizzate (documenti, pubblicazioni, indagini dirette).
I criteri di stima dell’evoluzione delle variabili considerate devono essere
esplicitati in particolare per quanto riguarda i metodi di valutazione e le
tecniche quantitative cui si è fatto ricorso per eventuali proiezioni.
Per quanto riguarda la
capacità di offerta dell’opera si dovranno adottare parametri riconosciuti o
comunque sperimentati, ovvero derivanti da ipotesi specifiche esaurientemente
esplicitate.
L’insieme dei dati di
domanda e di offerta forniti sono da considerarsi come “autocertificati” da
parte dell’amministrazione proponente che quindi se ne assume la
responsabilità.
4.2 Stima dei potenziali utenti
Effettuata ai punti
precedenti l’analisi della domanda e dell’offerta del servizio nel bacino di utenza
considerato, è possibile redigere un bilancio domanda-offerta, e quindi
indicare la stima dei potenziali utenti dell’opera in programma.
4.3 Piano finanziario dell’opera – analisi costi
ricavi
Per tutti gli studi di fattibilità è necessario condurre una
accurata analisi finanziaria relativa sia alla fase di realizzazione dell’opera
(investimento e suo finanziamento), che a quella di esercizio (costi e,
eventuali, ricavi). Scopo delle analisi è quello di prospettare un valido piano
finanziario e di verificare e valutare quella che sarà la situazione
finanziaria per la gestione e manutenzione dell’opera (tipo analisi
costi-ricavi).
Sulla base
di quanto previsto nella analisi domanda-offerta, nel modello gestionale
dell’opera e nella fattibilità tecnica occorre:
-quantificare i costi di
investimento che debbono essere sostenuti per realizzare l’opera (vedi stima costo di realizzazione dell’opera)
per gli anni di cantiere e per gli eventuali interventi di rinnovo o
manutenzione straordinaria nel periodo di esercizio;
-quantificare dettagliatamente
(indicando i criteri utilizzati e le fonti) i costi di esercizio complessivi
in funzione della ipotesi gestionale, compresa la manutenzione ordinaria;
-quantificare dettagliatamente i rientri
tariffari (e/o eventuali contributi) sulla base degli utenti potenziali.
Inoltre deve essere considerato anche il valore residuo dell’opera dopo 20 anni
o al termine dell’arco temporale considerato;
-quantificare gli oneri finanziari
connessi all’esposizione per la realizzazione dell’opera.
Partendo dai valori finanziari di sintesi (saldo fra
costi e rientri), è possibile calcolare:
-il valore attuale netto
(VAN) dei flussi rientri meno costi, scontati al tasso convenzionale del 5%
annuo;
-il saggio di rendimento interno
(SRI) o tasso interno di
rendimento (TIR), cioè il tasso di attualizzazione che, applicato al
flusso rientri meno costi, azzera il valore attuale netto.
Il piano finanziario sarà
redatto tenendo conto del modello gestionale proposto. Nel caso di gestione
esclusivamente pubblica o esclusivamente privata (opere in parternariato,
Project Financing, concessione di costrizione e gestione, concessione di sola
gestione) dovrà svilupparsi un unico piano finanziario. Nel caso di opere
pubbliche che comprendano gestioni diverse, in parte pubbliche in parte
private, sarà necessario sviluppare due distinti piani finanziari, uno per la
parte pubblica ed uno per la parte privata.
A titolo puramente
indicativo, si allega uno schema di piano finanziario [vedi schema
indicativo– S3]
4.4 Sostenibilità dei costi e copertura
finanziaria
Se la gestione dell’opera
prevede rientri finanziari di qualunque natura (riscossione di tariffe, canoni,
vendita di beni e servizi, contributi, ecc.) essi dovrebbero coprire le uscite
di esercizio. Se invece si tratta di un’opera per la quale non sono prevedibili
rientri, si tratterà di programmare la copertura del deficit di esercizio,
individuandone competenze, titolarità e modalità (ovviamente sono prevedibili
anche casi intermedi cioè con rientri finanziari che coprono solo parzialmente
le uscite).
E’ necessario perciò
presentare uno schema di copertura finanziaria da cui debbono risultare
le informazioni utili per evidenziare la capacità del progetto di provvedere
alla copertura del fabbisogno finanziario, sia nella fase di investimento, sia
in quella di esercizio, relativamente all’intero arco dell’orizzonte temporale
considerato. La capacità di coprire le spese di esercizio dovrà essere
ovviamente giustificata sulla base del modello gestionale prescelto. In
particolare vanno indicate le risorse pubbliche cui si intende ricorrere. Per
quanto riguarda le risorse (pubbliche) proprie dell’amministrazione proponente,
l’ipotesi avanzata ha valore di autocertificazione (presa di impegno) e
l’amministrazione se ne assume la responsabilità.
5.CONVENIENZA
ECONOMICO – SOCIALE
5.1 Analisi dei costi e dei benefici per la
collettività
L’analisi economico-sociale
all’interno dello studio di fattibilità di un’opera pubblica ha lo scopo di
verificare il grado di utilità dell’opera per la collettività. L’analisi
economica è strutturalmente simile a quella finanziaria, ma deve tenere conto
anche degli eventuali costi e benefici economici non derivanti dai costi e
rientri finanziari, cioè dei costi e dei benefici esterni o indiretti. In
sostanza i concetti di benefici e costi dell’analisi economica hanno un
significato più vasto di quelli di entrate e uscite dell’analisi finanziaria.
Per costi
esterni o indiretti si intendono
infatti quei costi sopportati da soggetti diversi da quello cui compete la
realizzazione o la gestione dell’opera. Si può trattare di costi relativi ad
opere collaterali all’intervento ma necessarie per la sua funzionalità, di
quelli connessi alle attività economiche indotte (ai quali corrisponderanno i
relativi benefici esterni), dei costi ”esterni al mercato” cioè relativi a beni
e servizi non vendibili (per esempio i costi sociali relativi alla salute,
all’impiego del tempo, ecc.).
I benefici economici esterni o indiretti
sono quelli che derivano alla collettività nel suo insieme dalla realizzazione
e gestione dell’opera e sono dunque anch’essi diversi rispetto a quelli
dall’analisi finanziaria.
L’analisi economico-sociale
è articolata in tre fasi principali ed in buona parte basata su quella
finanziaria col calcolo dei costi e dei ricavi, completata da stime sui costi e
benefici esterni o indiretti:
-stima dei costi con e senza
intervento;
-stima dei benefici con e senza
intervento;
-valutazioni di sintesi dei risultati
economici.
Occorre
sviluppare quindi una analisi costi-benefici semplificata poiché è riferita a
dati e ipotesi preprogettuali [vedi schema indicativo – S4, in
cui si riporta una traccia per l’analisi di convenienza economico-sociale]
Situazione
senza intervento
Ai costi
economici interni, derivati da quelli finanziari, per investimento o
per esercizio è necessario aggiungere (e indicare i criteri utilizzati per
la loro stima) i costi economici esterni che la collettività deve
sostenere.
Altrettanto
è necessario fare per quanto riguarda i benefici, occorre cioè
aggiungere a quelli economiciinterni, derivati dai rientri
finanziari o stimati con altra procedura, gli eventuali benefici economici
esterni per la collettività nella situazione senza intervento.
Situazione
derivante dalla realizzazione dell’opera
È
necessario procedere come per la situazione senza intervento, e cioè
quantificare, indicando i criteri utilizzati, i costi economici interni per investimento e per esercizio ed i costi esterni; i benefici economici interni ed
esterni.
In sintesi, i costi finali
saranno costituiti da:
costi (interni ed esterni) con
intervento
benefici (interni ed esterni) senza
intervento.
I
benefici saranno costituiti da:
costi (interni ed esterni) senza
intervento
benefici (interni ed esterni) con
intervento.
I risultati economici
Partendo dai valori economici di sintesi (saldo fra
costi e benefici) è possibile calcolare:
-il valore attuale netto economico
(VANe) economico dei costi e dei benefici scontati al tasso convenzionale del
5%;
-il saggio di rendimento interno
economico (SRIe o TIRe), cioè il tasso di attualizzazione che, applicato al
flusso dei benefici e dei costi di intervento, azzera il valore attuale netto.
6.PROCEDURE
6.1 Descrizione puntuale di tutti i vincoli che
gravano sull’opera
Gli aspetti amministrativi
e procedurali giocano un ruolo molto rilevante sulla probabilità di realizzare
e gestire in modo efficiente le opere pubbliche. Lo studio di fattibilità deve
dunque verificare le condizioni istituzionali, amministrative, organizzative ed
operative necessarie alla realizzazione dell’intervento. Si tratta in
particolare di identificare ed analizzare le problematiche di tipo
amministrativo-procedurale e di individuare le soluzioni da adottare per
realizzare condizioni minime di “fattibilità procedurale” del progetto.
Gli ambiti di analisi,
verifica e previsione riguardano:
-gli adempimenti tecnici,
amministrativi e procedurali: occorre individuare dettagliatamente le
autorizzazioni, i pareri e nulla osta preliminari ai quali è subordinato
l’avvio dell’iniziativa e i tempi previsti per il loro rilascio. Il campo è
vasto e dipende dalla tipologia e localizzazione dell’opera. Occorre poi, se
necessario, prevedere (e verificarne la fattibilità e i tempi) azioni tipo:
variazioni di bilancio, espropri, interventi normativi o regolamentari ecc.;
-le interferenze con altri enti:
occorre indicare se la natura o la fattispecie dell’intervento comporta
interferenze tra competenze del soggetto promotore e quelle di altri soggetti.
Per esempio se l’opera interferisce con infrastrutture (strade, ferrovie,
elettrodotti ecc. ) occorre prevedere il benestare degli enti competenti o
comunque l’atto di concerto e verificarne la fattibilità e i tempi necessari;
-valutazione dell’esistenzadelle competenze tecniche e gestionali
(ovvero indicazione delle procedure necessarie per la loro acquisizione)
necessarie ad assicurare il buon funzionamento dell’opera.
6.2 Descrizione puntuale dei passaggi normativi e
procedurali che si intendono attuare per superare i vincoli indicando i
relativi tempi
Sulla base delle analisi
emerse dal punto 6.1 indicare i passaggi normativi necessari per risolvere le
criticità riscontrate, che potrebbero ostacolare o rallentare la realizzazione
dell’opera, considerando anche le tempistiche che sottendono il rilascio di
eventuali nulla – osta o le eventuali modifiche degli strumenti urbanistici
vigenti.
6.3 Cronoprogramma delle scadenze temporali
Nell’ambito degli SdF, in
particolare per quanto riguarda gli aspetti di fattibilità tecnica e
procedurale il cronoprogramma è lo strumento più semplice ed efficace per
sintetizzare la tempistica di realizzazione dell’opera. Occorre infatti
individuare con dettaglio le fasi e i tempi che portano alla cantierizzazione
dell’opera, dalla redazione dello Studio di Fattibilità alla progettazione
preliminare, definitiva ed esecutiva, alla realizzazione e all’entrata in
funzione. [vedi schema indicativo – S1]
7.ANALISI
DI SENSIBILITA’ E DI RISCHIO
7.1 Analisi di sensibilità
L’analisi di sensibilità,
consiste nell’esaminare la variazione dei risultati finanziari ed economici in
relazione a variazioni delle voci di costo, di ricavo e dei benefici più
significative.
Lo scopo è quello di
individuare le variabili chiave dell’analisi e di identificare le aree di
maggiore incertezza, consentendo un eventuale monitoraggio finalizzato.
Si tratta quindi
innanzitutto di definire ipotesi significative di variazione delle stime per la
determinazione dei costi, dei rientri e dei benefici (per esempio +/- 5%,+/-
10%, ecc.) e di quantificarne i risultati finanziari ed economici, esponendo
gli effetti di queste variazioni. Ad esempio una variabile per la quale uno
scostamento del 5% comporti un aumento o una diminuzione dell’1% del rendimento
finanziario o economico è indubbiamente una variabile critica per la quale
occorre una particolare attenzione in fase di monitoraggio. [vedi schema indicativo– S5]
7.2 Analisi di rischio
L’analisi di rischio ha
lo scopo di identificare gli scenari sfavorevoli che possono incidere sulle
condizioni di fattibilità dell’opera (realizzazione e gestione). Il fine
consiste nel misurare probabilisticamente i limiti ed i rischi insiti nel
progetto, che possono influenzare i risultati economici e finanziari.
Le condizioni di incertezza
che il progetto deve affrontare (in particolare le situazioni “peggiorative”
rispetto a quanto previsto) possono riguardare una gamma molto vasta di
aspetti: i tempi di realizzazione, gli impatti ambientali, la variabilità della
domanda, l’evoluzione tecnologica, i costi, ecc.
Se lo SdF ritiene che il
progetto non presenti condizioni di incertezza, è necessario evidenziarne il
motivo.
In via semplificata,
l’analisi di rischio andrà sviluppata in termini descrittivi, evidenziando
possibili scenari di rischio per l’intervento, a partire dalle oscillazioni
delle variabili chiave emerse con l’analisi di sensibilità
[B] STUDIO
DI FATTIBILITA’ SINTETICO
1.QUADRO CONOSCITIVO
1.1
Quadroconoscitivo generale e obiettivi dell’intervento (idem SdF completo)
Per affrontare le
specifiche analisi di fattibilità e sostenibilità settoriali vere e proprie, è
indispensabile che gli SdF elaborino un insieme, minimo, di analisi di base
aggiornate.
Gli elementi conoscitivi di
base riguardano: l’inquadramento complessivo dell’opera, il modello digestione e manutenzione dell’opera e la presa
in conto delle alternative progettuali di maggiore rilevanza.
Tutti gli SdF debbono
affrontare queste analisi di base, ovviamente con un grado di approfondimento e
di completezza consoni alla dimensione ed alla fattispecie dell’opera studiata.
Ogni studio di fattibilità
necessita di una descrizione del contesto (territoriale, socio-economico,
istituzionale, normativo, programmatico, ecc.) nel quale si inserisce il
progetto, delle sue finalità dirette e indirette e delle possibili connessioni
con altri interventi e opere.
E’ anche necessario fornire
indicazioni relative ai soggetti coinvolti: proponente, promotore,
finanziatore, realizzatore, proprietario, gestore ecc. (a seconda dei casi).
E’ infine indispensabile
esplicitare gli elementi utili per valutare la compatibilità dell’opera con gli
indirizzi di programmazione regionale e provinciale.
1.2 Individuazione delle alternative progettuali
Tutti gli SdF debbono porsi
l’obiettivo di identificare ed illustrare le soluzioni alternative per
rispondere alla domanda attuale e/o futura insoddisfatta di beni e/o servizi.
Le soluzioni alternative da
considerare debbono riguardare innanzitutto le modalità complessive di
soddisfacimento della domanda e cioè se esso debba necessariamente avvenire con
la realizzazione di un’opera pubblica nuova e non in modo alternativo (ad
esempio col miglioramento del funzionamento delle opere esistenti, oppure con
la distribuzione di bonus o crediti all’utenza potenziale per il reperimento
sul mercato dei beni e servizi ecc) che minimizzi l’erogazione di risorse
pubbliche.
Occorre illustrare le
alternative esaminandone i profili: tecnico-funzionale, localizzativo,
gestionale ecc. Di ciascuna soluzione alternativa dovranno essere indicati
analiticamente i motivi tecnici, ambientali, gestionali, economici, che hanno
condotto alla sua esclusione (punti di forza e di debolezza).
L’inesistenza di
alternative all’intervento proposto dovrà in ogni caso essere puntualmente
motivata.
1.3 Modalità di gestione dell’opera (idem SdF completo)
Tutte le opere, sebbene con
diverso grado di complessità, necessitano di un’attività di gestione nella fase
di regime: dalla sola attività di manutenzione dell’opera a quelle di gestione
di sistemi complessi.
Lo SdF deve dunque porre
una particolare attenzione nell’individuare il sistema più efficiente di
gestione dell’opera pubblica.
Occorre descrivere il
modello di gestione previsto (in gestione, in economia ecc.) individuandone
normativa, soggetti, modalità, attività, ecc., nonché le azioni che dovranno
essere intraprese per rendere possibile, sul piano gestionale, il conseguimento
degli obiettivi ai quali l’intervento è finalizzato. Il modello di gestione
previsto deve essere, ovviamente, “fattibile” a normativa vigente. Se si sono
vagliate ipotesi alternative occorre descriverle.
Il modello di gestione
previsto dovrà trovare corrispondenza nella Fattibilità Finanziaria.
L’ipotesi
(tecnica) di opera pubblica o di interesse pubblico da sottoporre a studio di
fattibilità va delineata e descritta con un dettaglio sufficiente per
permettere di realizzare le successive fasi di fattibilità (in particolare
quelle: ambientale, finanziaria ed economica). Si tratta di identificare le
funzioni da insediare, di descrivere le caratteristiche tecnico-funzionali e
dimensionali, con riferimento alle opere necessarie per la realizzazione
dell’intervento, nonché di individuarne la localizzazione.
Vanno
poi dettagliatamente descritti, in termini quantitativi e qualitativi, gli
output (beni e/o servizi) previsti dall’opera.
Le
esplorazioni preprogettuali dovrebbero utilizzare schemi planivolumetrici di
massima volti ad individuare le principali strategie progettuali, anche con
riferimento al disegno degli spazi aperti, alla sostenibilità ambientale, al
rapporto con il paesaggio (cfr. successivi punti 3.2 e 3.3).
2.2
Stima parametrica dettagliata del costo di costruzione e di realizzazione (idem SdF completo)
A livello dello SdF, la
stima del costo di costruzione, in mancanza degli elaborati progettuali, è
evidentemente da intendersi come stima di massima, equivalente, per certi
aspetti, alla valutazione del costo sommario previsto nel progetto preliminare.
Il costo di costruzione e
di realizzazione dell’opera sarà valutato attraverso una stima dettagliata per
funzioni o destinazioni, esplicitando per ciascuna funzione un parametro
tecnico, la quantità ed il relativo costo. Il risultato di tali stime di
massima dovrà essere riportato nel Quadro Tecnico Economico [vedi schema A]
2.3
Eventuali problemi su cui porre l’attenzione in fase progettuale (idem SdF completo)
Se l’opera comporta la
necessità di affrontare problemi specifici con riflessi sulle scelte
progettuali, evidenziare tali problemi ed indicare gli aspetti da approfondire
nelle successive fasi di progettazione.
3.COMPATIBILITA’ URBANISTICA,
AMBIENTALE E PAESAGGISTICA
3.1
Compatibilità urbanistica (idem SdF
completo)
Lo SdF dovrà individuare
chiaramente il livello di compatibilità dell’intervento con le previsioni degli
strumenti di pianificazione urbanistica secondo lo schema allegato (già
richiesto nella Scheda Intervento), eventualmente integrato da brevi
commenti/chiarimenti [vedi schema URB]
3.2
Descrizione di eventuali impatti ambientali dovuti all’opera e misure
compensative da prendersi
A partire da quanto è stato
evidenziato nella relazione di compatibilità ambientale del Programma (art. 20,
L.R. 40/98), si tratta di individuare sinteticamente per macro-livelli le
principali situazioni di criticità e rischio ambientale, con particolare
riferimento ai seguenti fattori:
-la macro-localizzazione dell’opera
(a livello areale o lineare);
-la tipologia progettuale
dell’opera pubblica e le tecnologie adottate;
-l’organizzazione, il sistema
relazionale e di gestione dell’intervento, nei casi in cui questi aspetti
abbiano rilevanza ambientale.
I
contenuti della valutazione di compatibilità ambientale per l’opera riguardano
tre aspetti:
a.
Verifica della compatibilità dell’opera con il quadro normativo e con gli
strumenti di pianificazionein materia ambientale.;
b.Descrizione dettagliata dello
stato dell’ambiente relativo all’ambito territoriale interessato
dall’opera, contenente una diagnosi schematica dei fattori di pressione
antropica e dei livelli di qualità delle risorse ambientali ante operam,
coinvolti dal progetto;
c. Descrizione dettagliata delle principali modificazioni
previstesull’ambiente con individuazione dei principali
ricettori ambientali e indicazione delle principali misure previste per
eliminare o mitigare gli effetti negativi sull’ambiente, delle eventuali
misure compensative e delle azioni di prevenzione da adottare. Accorgimenti da
adottare nella progettazione, nella realizzazione e nella gestione
dell’intervento.
3.3
Descrizione dettagliata di eventuali impatti paesaggistici dovuti all’opera e
misure compensative da prevedersi (idem
SdF completo)
I contenuti
della valutazione paesaggistica per l’opera riguardano tre aspetti:
a.
Verifica della compatibilità dell’opera con il quadro normativo e con gli
strumenti di pianificazionein materia paesaggistica;
b.Analisi dei principali elementi del paesaggio e dei beni culturali presenti
nel territorio direttamente interessato, individuando le possibili interazioni
con la realizzazione dell’opera, l’inserimento paesaggistico dell’intervento,
gli aspetti positivi di valorizzazione del contesto, gli eventuali effetti
negativi e le conseguenti misure compensative previste, sulla base delle
esplorazioni preprogettuali di cui al precedente punto 2.1;
c.
Documentazione fotografica del sito ed eventuali simulazioni
preprogettuali (cfr. precedente punto 2.1);
4.SOSTENIBILITA’ FINANZIARIA
La
corretta analisi e stima della domanda e dell’offerta rappresenta il “cuore”
dello studio di fattibilità. E’ infatti solo partendo dalla identificazione di
un fabbisogno e dalla costruzione di una proposta per rispondere a tale fabbisogno,
che l’ipotesi di un’opera pubblica trae fondamento. Il bilancio domanda-offerta
assume dunque un’importanza decisiva per la giustificazione finanziaria ed
economico-sociale (utilità) dell’investimento.
4.1
Definizione del bacino di utenza dell’opera, analisi della domanda potenziale e
dei competitori presenti (idem SdF
completo)
Occorre descrivere in
termini quali-quantitativi lo stato attuale e le prospettive di evoluzione
della domanda di beni e/o servizi che costituiscono i bisogni da
soddisfare direttamente con l’intervento proposto. Per fare ciò è necessario:
identificare con precisione i beni e i servizi di riferimento, il loro bacino
di utenza e la corrispondente domanda potenziale soddisfatta e da soddisfare,
presente e futura. È bene sottolineare che è solo partendo da una motivata
ipotesi di sviluppo della domanda che può principalmente giustificarsi o meno
la realizzazione dell’opera.
Nei casi in cui l’andamento
futuro della domanda possa essere influenzato dalla realizzazione
dell’intervento proposto, occorre evidenziare la domanda “aggiuntiva” attivata
dalla realizzazione stessa dell’opera.
Anche per
quanto riguarda l’offerta dei beni e servizi riferibili direttamente
all’opera studiata, bisogna fare riferimento all’offerta attuale nel bacino
d’utenza individuando gli eventuali“competitori”. Nell’impostare l’analisi della domanda e quella
dell’offerta occorre utilizzare definizioni e metodi di misura identici e fare
riferimento ad uno stesso arco temporale per i trend futuri.
L’arco
temporale di riferimento per le previsioni di domanda e offerta,
nell’analisi di sostenibilità finanziaria e di convenienza economico-sociale,
può essere fissato in 20 anni (orizzonte temporale medio). E’ possibile
scostarsi da questo orizzonte temporale, riducendolo od allungandolo, in
funzione di particolari tipologie di opere o in funzione della durata di una
concessione ipotizzata nel caso di PPP o PF.
Le
informazioni, i dati statistici, le ipotesi debbono essere accompagnate dalla
citazione delle fonti utilizzate (documenti, pubblicazioni, indagini dirette).
I criteri di stima dell’evoluzione delle variabili considerate devono essere
esplicitati in particolare per quanto riguarda i metodi di valutazione e le
tecniche quantitative cui si è fatto ricorso per eventuali proiezioni.
Per quanto riguarda la
capacità di offerta dell’opera si dovranno adottare parametri riconosciuti o
comunque sperimentati, ovvero derivanti da ipotesi specifiche esaurientemente
esplicitate.
L’insieme dei dati di
domanda e di offerta forniti sono da considerarsi come “autocertificati” da
parte dell’amministrazione proponente che quindi se ne assume la
responsabilità.
4.2
Stima dei potenziali utenti (idem SdF
completo)
Effettuata ai punti
precedenti l’analisi della domanda e dell’offerta del servizio nel bacino di utenza
considerato, è possibile redigere un bilancio domanda-offerta, e quindi
indicare la stima dei potenziali utenti dell’opera in programma.
Per tutti gli studi di
fattibilità è necessario condurre una accurata analisi finanziaria relativa sia
alla fase di realizzazione dell’opera (investimento e suo finanziamento), che a
quella di esercizio (costi e, eventuali, ricavi). Scopo delle analisi è quello
di prospettare un valido piano finanziario e di verificare e valutare quella
che sarà la situazione finanziaria per la gestione e manutenzione dell’opera
(tipo analisi costi-ricavi).
Sulla base di quanto
previsto nella analisi domanda-offerta, nel modello gestionale dell’opera e
nella fattibilità tecnica occorre:
-quantificare i costi di
investimento che debbono essere sostenuti per realizzare l’opera(vedi
stima costo di realizzazione dell’opera) per gli anni di cantiere e per gli
eventuali interventi di rinnovo o manutenzione straordinaria nel periodo di
esercizio;
-quantificare dettagliatamente
(indicando i criteri utilizzati e le fonti) i costi di esercizio complessivi
in funzione della ipotesi gestionale, compresa la manutenzione ordinaria;
-quantificare dettagliatamente i rientri
tariffari (e/o eventuali contributi) sulla base degli utenti potenziali.
Inoltre deve essere considerato anche il valoreresiduo dell’opera dopo 20 anni o al termine dell’arco temporale
considerato;
-quantificare gli oneri finanziari
connessi all’esposizione per la realizzazione dell’opera.
Partendo
dai valori finanziari di sintesi (saldo fra costi e rientri), è possibile
calcolare:
-il valore attuale netto
(VAN) dei flussi rientri meno costi, scontati al tasso convenzionale del 5%;
-il saggio di rendimento interno
(SRI) o tasso interno di
rendimento (TIR), cioè il tasso di attualizzazione che, applicato al
flusso rientri meno costi, azzera il valore attuale netto.
Il piano finanziario sarà
redatto tenendo conto del modello gestionale proposto. Nel caso di gestione
esclusivamente pubblica o esclusivamente privata (opere in parternariato,
Project Financing, concessione di costrizione e gestione, concessione di sola
gestione) dovrà svilupparsi un unico piano finanziario. Nel caso di opere
pubbliche che comprendano gestioni diverse, in parte pubbliche in parte
private, sarà necessario sviluppare due distinti piani finanziari, uno per la
parte pubblica ed uno per la parte privata.
A titolo puramente
indicativo, si allega uno schema di piano finanziario [vedi schema
indicativo– S3]
4.4
Sostenibilità dei costi e copertura finanziaria (idem SdF completo)
Se la gestione dell’opera
prevede rientri finanziari di qualunque natura (riscossione di tariffe, canoni,
vendita di beni e servizi, contributi, ecc.) essi dovrebbero coprire le uscite
di esercizio, se invece si tratta di un’opera per la quale non sono prevedibili
rientri si tratterà di programmare la copertura del deficit di esercizio,
individuandone competenze, titolarità e modalità (ovviamente sono prevedibili
anche casi intermedi cioè con rientri finanziari che coprono solo parzialmente
le uscite).
E’ necessario perciò
presentare uno schema di copertura finanziaria da cui debbono risultare
le informazioni utili per evidenziare la capacità del progetto di provvedere
alla copertura del fabbisogno finanziario, sia nella fase di investimento, sia
in quella di esercizio, relativamente all’intero arco dell’orizzonte temporale
considerato. La capacità di coprire le spese di esercizio dovrà essere
ovviamente giustificata sulla base del modello gestionale prescelto. In
particolare vanno indicate le risorse pubbliche cui si intende ricorrere. Per
quanto riguarda le risorse (pubbliche) proprie dell’amministrazione proponente,
l’ipotesi avanzata ha valore di autocertificazione (presa di impegno) e
l’amministrazione se ne assume la responsabilità.
5.CONVENIENZA ECONOMICO – SOCIALE
5.1
Analisi aggregata di carattere sostanzialmente descrittivo dei benefici e dei
costi “esterni o indiretti” per la collettività
L’analisi economico-sociale
all’interno dello studio di fattibilità di un’opera pubblica ha lo scopo di
verificare il grado di utilità dell’opera per la collettività. L’analisi
economica è strutturalmente simile a quella finanziaria, ma deve tenere conto
anche degli eventuali costi e benefici economici non derivanti dai costi e
rientri finanziari, cioè dei costi e dei benefici esterni o indiretti. In
sostanza i concetti di benefici e costi dell’analisi economica hanno un
significato più vasto di quelli di entrate e uscite dell’analisi finanziaria.
Per costi
esternio indiretti si intendono
infatti quei costi sopportati da soggetti diversi da quello cui compete la
realizzazione o la gestione dell’opera. Si può trattare dei costi relativi ad
opere collaterali all’intervento ma necessarie per la sua funzionalità, di
quelli connessi alle attività economiche indotte (ai quali corrisponderanno i
relativi benefici esterni), dei costi ”esterni al mercato” cioè relativi a beni
e servizi non vendibili (per esempio i costi sociali relativi alla salute,
all’impiego del tempo ecc.).
I benefici economici esternio indiretti sono quelli che derivano
alla collettività nel suo insieme dalla realizzazione e gestione dell’opera e
sono dunque anch’essi diversi rispetto a quelli dall’analisi finanziaria.
Per gli SdF relativi a
queste opere è sufficiente un’analisi aggregata di carattere sostanzialmente
descrittivo, secondo uno schema riassuntivo tipo quello seguente:
Si tratta in sostanza di
aggiungere a quanto già elaborato per la sostenibilità finanziaria, una
descrizione dei costi e benefici esterni, nelle situazioni con e senza
intervento.
6.PROCEDURE
6.1
Descrizione puntuale di tutti i vincoli che gravano sull’opera (idem SdF completo)
Gli aspetti amministrativi
e procedurali giocano un ruolo molto rilevante sulla probabilità di realizzare
e gestire in modo efficiente le opere pubbliche. Lo studio di fattibilità deve
dunque verificare le condizioni istituzionali, amministrative, organizzative ed
operative necessarie alla realizzazione dell’intervento. Si tratta in
particolare di identificare ed analizzare le problematiche di tipo
amministrativo-procedurale e di individuare le soluzioni da adottare per
realizzare condizioni minime di “fattibilità procedurale” del progetto.
Gli ambiti
di analisi, verifica e previsione riguardano:
-gli adempimenti tecnici,
amministrativi e procedurali: occorre individuare dettagliatamente le
autorizzazioni, i pareri e nulla osta preliminari ai quali è subordinato
l’avvio dell’iniziativa e i tempi previsti per il loro rilascio. Il campo è
vasto e dipende dalla tipologia e localizzazione dell’opera. Occorre poi, se
necessario, prevedere (e verificarne la fattibilità e i tempi) azioni tipo:
variazioni di bilancio, espropri, interventi normativi o regolamentari ecc.;
-le interferenze con altri enti.
Occorre indicare se la natura o la fattispecie dell’intervento comporta
interferenze tra competenze del soggetto promotore e quelle di altri soggetti.
Per esempio se l’opera interferisce con infrastrutture (strade, ferrovie,
elettrodotti ecc. ) occorre prevedere il benestare degli enti competenti o
comunque l’atto di concerto e verificarne la fattibilità e i tempi necessari;
-valutazione dell’esistenzadelle competenze tecniche e gestionali
(ovvero indicazione delle procedure necessarie per la loro acquisizione)
necessarie ad assicurare il buon funzionamento dell’opera.
6.2
Descrizione puntuale dei passaggi normativi e procedurali che si intendono
attuare per superare i vincoli indicando i relativi tempi (idem SdF completo)
Sulla base delle analisi
emerse dal punto 6.1 indicare i passaggi normativi necessari per risolvere le
criticità riscontrate, che potrebbero ostacolare o rallentare la realizzazione
dell’opera, considerando anche le tempistiche che sottendono il rilascio di
eventuali nulla – osta o le eventuali modifiche degli strumenti urbanistici
vigenti.
6.3
Cronoprogramma delle scadenze temporali (idem
SdF completo)
Nell’ambito degli SdF, in
particolare per quanto riguarda gli aspetti di fattibilità tecnica e
procedurale il cronoprogramma è lo strumento più semplice ed efficace per
sintetizzare la tempistica di realizzazione dell’opera. Occorre infatti
individuare con dettaglio le fasi e i tempi che portano alla cantierizzazione
dell’opera, dalla redazione dello Studio di Fattibilità alla progettazione
preliminare, definitiva ed esecutiva, alla realizzazione e all’entrata in
funzione. [vedi schema indicativo– S1].
7.ANALISI DI SENSIBILITA’ E DI
RISCHIO
7.1
Analisi di sensibilità per il piano finanziario dell’opera
L’analisi
di sensibilità va svolta solo in corrispondenza della analisi di
sostenibilità finanziaria, utilizzando variazioni standard dei principali
parametri.
Lo scopo è quello di
individuare le variabili chiave dell’analisi e di identificare le aree di
maggiore incertezza, consentendo un eventuale monitoraggio finalizzato.
Si tratta quindi
innanzitutto di definire ipotesi significative di variazione delle stime per la
determinazione dei costi, dei rientri e dei benefici (per esempio +/- 3%,
5%,+/- 10%) e di quantificarne i risultati finanziari ed economici, esponendo
gli effetti di queste variazioni. Ad esempio una variabile per la quale uno
scostamento dell’5% comporti un aumento o una diminuzione dell’1% del
rendimento finanziario o economico è indubbiamente una variabile critica per la
quale occorre una particolare attenzione in fase di monitoraggio.
7.2
Descrizione sintetica dei fattori di rischio
L’analisi
di rischio consiste in una sintetica descrizione dei fattori di
incertezza.
[C] STUDIO
DI FATTIBILITA’ SEMPLIFICATO
1.QUADRO CONOSCITIVO
1.1 Quadro conoscitivo generale e obiettivi dell’intervento (idem SdF sintetico)
Per affrontare le
specifiche analisi di fattibilità e sostenibilità, settoriali, vere e proprie è
indispensabile che gli SdF elaborino un insieme, minimo, di analisi di base
aggiornate.
Gli elementi conoscitivi di
base riguardano: l’inquadramento complessivo dell’opera, il modello digestione e manutenzione dell’opera e la presa
in conto delle alternative progettuali di maggiore rilevanza.
Tutti gli SdF debbono
affrontare queste analisi di base, ovviamente con un grado di approfondimento e
di completezza consoni alla dimensione ed alla fattispecie dell’opera studiata.
Ogni studio di fattibilità
necessita di una descrizione del contesto (territoriale, socio-economico,
istituzionale, normativo, programmatico, ecc.) nel quale si inserisce il
progetto, delle sue finalità dirette e indirette e delle possibili connessioni
con altri interventi e opere.
E’ anche necessario fornire
indicazioni relative ai soggetti coinvolti: proponente, promotore,
finanziatore, realizzatore, proprietario, gestore ecc. (a seconda dei casi).
E’ infine indispensabile
esplicitare gli elementi utili per valutare la compatibilità dell’opera con gli
indirizzi di programmazione regionale.
1.2
Eventuali alternative progettuali
Possono essere segnalate
eventuali alternative sotto il profilo tecnico-funzionale, localizzativo,
gestionale ecc..
L’inesistenza di
alternative all’intervento proposto dovrà in ogni caso essere puntualmente
motivata.
1.3
Modalità di gestione dell’opera (idem SdF
sintetico)
Tutte le opere, sebbene con
diverso grado di complessità, necessitano di un’attività di gestione nella fase
di regime: dalla sola attività di manutenzione dell’opera a quelle di gestione
di sistemi complessi.
Lo SdF deve dunque porre
una particolare attenzione nell’individuare il sistema più efficiente di
gestione dell’opera pubblica.
Occorre descrivere il
modello di gestione previsto (in gestione, in economia ecc.) individuandone
normativa, soggetti, modalità, attività, ecc.; nonché le azioni che dovranno
essere intraprese per rendere possibile sul piano gestionale, il conseguimento
degli obiettivi ai quali l’intervento è finalizzato. Il modello di gestione
previsto deve essere, ovviamente, “fattibile” a normativa vigente. Se si sono
vagliate ipotesi alternative occorre descriverle.
Il modello di gestione
previsto dovrà trovare corrispondenza nella Fattibilità Finanziaria.
L’ipotesi
(tecnica) di opera pubblica o di interesse pubblico da sottoporre a studio di
fattibilità va delineata e descritta con un dettaglio sufficiente per
permettere di realizzare le successive fasi di fattibilità (in particolare
quelle: ambientale, finanziaria ed economica). Si tratta di identificare le
funzioni da insediare, di descrivere le caratteristiche tecnico-funzionali e
dimensionali, con riferimento alle opere necessarie per la realizzazione
dell’intervento, nonché di individuarne la localizzazione.
Vanno
poi dettagliatamente descritti, in termini quantitativi e qualitativi, gli
output (beni e/o servizi) previsti dall’opera.
Le
esplorazioni preprogettuali dovrebbero utilizzare schemi planivolumetrici di
massima volti ad individuare le principali strategie progettuali, anche con
riferimento al disegno degli spazi aperti, alla sostenibilità ambientale, al
rapporto con il paesaggio (cfr. successivi punti 3.2 e 3.3).
2.2
Stima parametrica del costo di costruzione e di realizzazione
A livello dello SdF, la
stima del costo di costruzione, in mancanza degli elaborati progettuali, è
evidentemente da intendersi come stima di massima, equivalente, per certi
aspetti, alla valutazione del costo sommario previsto nel progetto preliminare;
tale stima dovrà essere riportata nel Quadro Tecnico Economico [vedi schema A]
2.3
Eventuali problemi su cui porre l’attenzione in fase progettuale (idem SdF sintetico)
Se l’opera comporta la
necessità di affrontare problemi specifici con riflessi sulle scelte
progettuali, evidenziare tali problemi ed indicare gli aspetti da approfondire
nelle successive fasi di progettazione.
3.COMPATIBILITA’ URBANISTICA,
AMBIENTALE E PAESAGGISTICA
Lo SdF dovrà individuare
chiaramente il livello di compatibilità dell’intervento con le previsioni degli
strumenti di pianificazione urbanistica secondo lo schema allegato (già
richiesto nella Scheda Intervento), eventualmente integrato da brevi
commenti/chiarimenti [vedi schema URB]
3.2
Descrizione sintetica di eventuali impatti ambientali dovuti all’opera e misure
compensative da prendersi
A partire da quanto è stato
evidenziato nella relazione di compatibilità ambientale del Programma (art. 20,
L.R. 40/98), si tratta di individuare sinteticamente per macro-livelli le
principali situazioni di criticità e rischio ambientale, con particolare
riferimento ai seguenti fattori:
-la macro-localizzazione dell’opera
(a livello areale o lineare);
-la tipologia progettuale
dell’opera pubblica e le tecnologie adottate;
-l’organizzazione, il sistema
relazionale e di gestione dell’intervento, nei casi in cui questi aspetti
abbiano rilevanza ambientale.
I
contenuti della valutazione di compatibilità ambientale per l’opera riguardano
tre aspetti:
a.
Verifica della compatibilità dell’opera con il quadro normativo e con gli
strumenti di pianificazionein materia ambientale.;
b.Descrizione sintetica dello stato dell’ambiente
relativo all’ambito territoriale interessato dall’opera, contenente una
diagnosi schematica dei fattori di pressione antropica e dei livelli di qualità
delle risorse ambientali ante operam, coinvolti dal progetto;
c.
Descrizione sintetica delle principali modificazioni previstesull’ambiente,indicazione delle principali misure
previste per eliminare o mitigare gli effetti negativi sull’ambiente, delle
eventuali misure compensative e delle azioni di prevenzione da adottare.
Accorgimenti da adottare nella progettazione, nella realizzazione e nella
gestione dell’intervento.
3.3
Descrizione sintetica di eventuali impatti paesaggistici dovuti all’opera e
misure compensative da prevedersi
I
contenuti della valutazione paesaggistica per l’opera riguardano tre aspetti:
a.
Verifica della compatibilità dell’opera con il quadro normativo e con gli
strumenti di pianificazionein materia paesaggistica;
b.Descrizione sintetica dei principali elementi del paesaggio e dei beni
culturali presenti nel territorio direttamente interessato,
individuando le possibili interazioni con la realizzazione dell’opera,
l’inserimento paesaggistico dell’intervento, gli aspetti positivi di
valorizzazione del contesto, gli eventuali effetti negativi e le conseguenti
misure compensative previste, sulla base delle esplorazioni preprogettuali di
cui al precedente punto 2.1;
c.
Documentazione fotografica del sito ed eventuali simulazioni
preprogettuali (cfr. precedente punto 2.1);
4.SOSTENIBILITA’ FINANZIARIA
La
corretta analisi e stima della domanda e dell’offerta rappresenta il “cuore”
dello studio di fattibilità. E’ infatti solo partendo dalla identificazione di
un fabbisogno e dalla costruzione di una proposta per rispondere a tale
fabbisogno, che l’ipotesi di un’opera pubblica trae fondamento. Il bilancio
domanda-offerta assume dunque un’importanza decisiva per la giustificazione
finanziaria ed economico-sociale (utilità) dell’investimento.
4.1
Bacino di utenza dell’opera e descrizione della domanda potenziale
Occorre descrivere in
termini quali-quantitativi lo stato attuale e le prospettive di evoluzione
della domanda di beni e/o servizi che costituiscono i bisogni da
soddisfare direttamente con l’intervento proposto. Per fare ciò è necessario:
identificare con precisione i beni e i servizi di riferimento, il loro bacino
di utenza e la corrispondente domanda potenziale soddisfatta e da soddisfare,
presente e futura. E’ bene sottolineare che è solo partendo da una motivata
ipotesi di sviluppo della domanda che può principalmente giustificarsi o meno
la realizzazione dell’opera.
Nei casi
in cui l’andamento futuro della domanda può essere influenzato dalla
realizzazione dell’intervento proposto, occorre evidenziare la domanda
“aggiuntiva” attivata dalla realizzazione stessa dell’opera.
Anche per
quanto riguarda l’offerta dei beni e servizi riferibili direttamente
all’opera studiata, bisogna fare riferimento all’offerta attuale nel bacino
d’utenza individuando gli eventuali“competitori”. Nell’impostare l’analisi della domanda e quella dell’offerta
occorre utilizzare definizioni e metodi di misura identici e fare riferimento
ad uno stesso arco temporale per i trend futuri.
Per quanto
riguarda la capacità di offerta dell’opera si dovranno adottare parametri
riconosciuti o comunque sperimentati, ovvero derivanti da ipotesi specifiche
esaurientemente esplicitate.
L’insieme dei dati di
domanda e di offerta forniti sono da considerarsi come “autocertificati” da
parte dell’amministrazione proponente che quindi se ne assume la
responsabilità.
4.2
Stima di massima dei potenziali utenti
Dopo la descrizione della domanda e dell’offerta è possibile
redigere un bilancio domanda-offerta, e quindi indicare la stima (di
massima) dei potenziali utenti.
4.3
Stima eventuali entrate e costi di gestione
Occorre quantificare
(indicando i criteri utilizzati e le fonti) i rientri tariffari (e/o
eventuali contributi) sulla base degli utenti potenziali.
Occorre inoltre
quantificare (indicando i criteri utilizzati e le fonti):
-i costi di investimentoche debbono essere sostenuti per realizzare
l’opera per gli anni di cantiere e per gli eventuali interventi di rinnovo o
manutenzione straordinaria nel periodo di esercizio;
-i costi di esercizio complessivi
in funzione della ipotesi gestionale, compresa la manutenzione ordinaria.
È infine necessario stimare
la differenza istantanea tra ricavi medi di gestione (rientri tariffari, ecc.)
e costi medi di gestione.
4.4
Sostenibilità dei costi
Se la gestione dell’opera
prevede rientri di qualunque natura (riscossione di tariffe, canoni, vendita di
beni e servizi, contributi, ecc.) essi dovrebbero coprire le uscite di
esercizio.
Se invece si tratta di
un’opera per la quale non sono prevedibili rientri, si tratterà di programmare
la copertura del deficit, individuandone competenze, titolarità e modalità
(ovviamente sono prevedibili anche casi intermedi cioè con rientri finanziari
che coprono solo parzialmente le uscite).
5.CONVENIENZA ECONOMICO – SOCIALE
5.1
Descrizione dei benefici e dei costi per la collettività legati all’opera
L’analisi economico-sociale
all’interno dello studio di fattibilità di un’opera pubblica ha lo scopo di
verificare il grado di utilità dell’opera per la collettività.
Descrivere sinteticamente i
vantaggi (benefici) e gli svantaggi (costi) connessi alla realizzazione
dell’opera.
6. PROCEDURE
6.1
Descrizione puntuale di tutti i vincoli che gravano sull’opera (idem SdF sintetico)
Gli aspetti amministrativi
e procedurali giocano un ruolo molto rilevante sulla probabilità di realizzare
e gestire in modo efficiente le opere pubbliche. Lo studio di fattibilità deve
dunque verificare le condizioni istituzionali, amministrative, organizzative ed
operative necessarie alla realizzazione dell’intervento. Si tratta in
particolare di identificare ed analizzare le problematiche di tipo
amministrativo-procedurale e di individuare le soluzioni da adottare per
realizzare condizioni minime di “fattibilità procedurale” del progetto.
Gli ambiti
di analisi, verifica e previsione riguardano:
-gli adempimenti tecnici,
amministrativi e procedurali: occorre individuare dettagliatamente le
autorizzazioni, i pareri e nulla osta preliminari ai quali è subordinato
l’avvio dell’iniziativa e i tempi previsti per il loro rilascio. Il campo è
vasto e dipende dalla tipologia e localizzazione dell’opera. Occorre poi, se necessario,
prevedere (e verificarne la fattibilità e i tempi) azioni tipo: variazioni di
bilancio, espropri, interventi normativi o regolamentari ecc.;
-le interferenze con altri enti:
occorre indicare se la natura o la fattispecie dell’intervento comporta interferenze
tra competenze del soggetto promotore e quelle di altri soggetti. Per esempio
se l’opera interferisce con infrastrutture (strade, ferrovie, elettrodotti ecc.
) occorre prevedere il benestare degli enti competenti o comunque l’atto di
concerto e verificarne la fattibilità e i tempi necessari;
-valutazione dell’esistenzadelle competenze tecniche e gestionali
(ovvero indicazione delle procedure necessarie per la loro acquisizione)
necessarie ad assicurare il buon funzionamento dell’opera.
6.2
Descrizione puntuale dei passaggi normativi e procedurali che si intendono
attuare per superare i vincoli indicando i relativi tempi (idem SdF sintetico)
Sulla base delle analisi
emerse dal punto 6.1 indicare i passaggi normativi necessari per risolvere le
criticità riscontrate, che potrebbero ostacolare o rallentare la realizzazione
dell’opera, considerando anche le tempistiche che sottendono il rilascio di
eventuali nulla – osta o le eventuali modifiche degli strumenti urbanistici
vigenti.
6.3
Cronoprogramma delle scadenze temporali (idem
SdF sintetico)
Nell’ambito degli SdF, in
particolare per quanto riguarda gli aspetti di fattibilità tecnica e
procedurale il cronoprogramma è lo strumento più semplice ed efficace per
sintetizzare la tempistica di realizzazione dell’opera. Occorre infatti
individuare con dettaglio le fasi e i tempi che portano alla cantierizzazione
dell’opera, dalla redazione dello Studio di Fattibilità alla progettazione
preliminare, definitiva ed esecutiva, alla realizzazione e all’entrata in
funzione. [vedi schema indicativo– S1].
TABELLA 3:IPOTESI DI FONTI DI FINANZIAMENTO DEL PROGRAMMA INTEGRATO
(vedi punto 14.
della relazione illustrativa)
IDENTIFICAZIONEINTERVENTO1
OPERA
STRATEGICA (Sì/NO)
STIMA
COSTO/SPESE DI INVESTIMENTO2
RISORSE
PRIVATE3
RISORSE PUBBLICHE
LOCALI4
REGIONALI
E NAZIONALI
Comunali
Provinciali
Altro5
Regionali6
Intesa Istituzionale7
10.1
INVESTIMENTI PUBBLICI
€-
€-
€-
€-
€-
€-
€-
10.1.1
OO. PP.
€-
€-
€-
€-
€-
€-
10.1.1.1
…
10.1.1.2
…
10.1.2
INTERVENTI DI PARTENARIATO PUBBLICO-PRIVATO
€-
€-
€-
€-
€-
€-
€-
10.1.2.1
.1 realizzazione solo pubblica e gestione privata
.2 …….
10.1.2.2
.1 realizzazione pubblico-privata e gestione
privata
.2 …….
10.1.2.3
.1 realizzazione pubblica con contrib. priv. a
fondo perduto
.2 …….
10.2
INVESTIMENTI PRIVATI
€-
€-
€-
10.2.1
INTERVENTI PREVALENTEMENTE RESIDENZIALI
€-
€-
€-
10.2.1.1
10.2.1.2
…
10.2.2
ATTIVITA' ECONOMICHE
€-
€-
€-
10.2.2.1
…
10.2.2.2
…
10.3
AZIONI IMMATERIALI
€-
€-
€-
€-
€-
€-
€-
10.3.1
PUBBLICHE
€-
€-
€-
€-
€-
€-
10.3.1.1
…
10.3.1.2
…
10.3.2
PRIVATE
€-
€-
€-
10.3.2.1
…
10.3.2.2
…
PARZIALI
€-
€-
€-
€-
€-
€-
€-
TOTALE PROGRAMMA INTEGRATO
€-
TOTALE RISORSE PRIVATE
€-
#DIV/0!
del Programma (min. 25%)
TOTALE RISORSE PUBBLICHE LOCALI
€-
#DIV/0!
del Programma (min. 25%)
TOTALE RISORSE REGIONALI
€-
#DIV/0!
del Programma (max. 25%)
TOTALE RISORSE DA INTESA ISTITUZIONALE DI PROGRAMMA
€-
#DIV/0!
del Programma (max. 25%)
1
Indicare, con riferimento alle planimetrie allegate
alla relazione illustrativa, il codice alfa-numerico dell'intervento
considerato.
2
Indicare l'ammontare complessivo di ogni
investimento, con riferimento ai quadri tecnici economici, alle stime dei
costi di intervento e delle spese previste.
3
Indicare per ogni intervento e/o azione l'eventuale
quota di finanziamento privato.
4
Indicare per ogni intervento e/o azione l'eventuale
quota di finanziamento pubblico locale.
5
Da intendersi come quota di finanziamento pubblico
locale non rientrante nelle precedenti tipologie.
6
Indicare per ogni intervento e/o azione l'eventuale
quota di finanziamento regionale.
7
Indicare per ogni intervento e/o azione l'eventuale
quota di finanziamento da Intesa Istituzionale di Programma.
SCHEMA A - IMPORTO DEI LAVORI
INTERVENTO ………
QUADRO
ECONOMICO (art.17, DPR n° 554 del 21/12/1999)
a)
Lavori
a base d'asta
a1)
lavori
ed opere
a2)
oneri
per la sicurezza compresi nei prezzi e non soggetti a ribasso
a3)
oneri
per la sicurezza aggiuntivi non soggetti a ribasso
a4)
totale
lavori a base d'asta
a5)
totale
importo appalto
€-
b)
Somme
a disposizione della stazione appaltante
b1)
lavori
in economia
b1bis)
arredi
b2)
rilievi,
accertamenti e indagini
b3)
allacciamenti
ai pubblici servizi e opere di urbaniz.
b4)
imprevisti
b5)
acquisizione
aree o immobili
b6)
accantonamento
di cui all'art. 26 L. 109/94
b6bis)
accantonamento
di cui all'art.12 DPR 554/99
b7)
spese
tecniche per progettazione e D.LL.
b7bis)
fondo
per incentivo ex art. 18 L. 109/94 s.m.i.
b8)
spese
per attività di consulenza, ecc
b9-10)
spese
per pubblicità, gare, commissioni, ecc.
b11)
collaudo
b12)
IVA
su a4
10,0%
IVA
su b4
10,0%
IVA
su b1bis
20,0%
IVA
su b2
20,0%
IVA
su b7
20,0%
IVA
su b7bis
20,0%
IVA
su b8
20,0%
IVA
su b9-10
20,0%
IVA
su b11
20,0%
parziale
€-
Totale costo realizzazione
€-
DATI SINTETICI DELL'INTERVENTO
parametro tecnico =
quantità =
COSTI PARAMETRICI
costo di costruzione =
#DIV/0!
costo di realizzazione =
#DIV/0!
SCHEMA B1 - IMPORTO DEI LAVORI
INTERVENTO ………
QUADRO
ECONOMICO SINTETICO
a)
Totale
importo appalto
b)
Somme
a disposizione della stazione appaltante
b1)
arredi,
indagini, allacciamenti, imprevisti
b2)
acquisizione
aree o immobili
b3)
spese
tecniche, collaudo, ecc.
b4)
IVA
totale
parziale
€-
Totale costo realizzazione
€-
SCHEMA B2 - IMPORTO DEI LAVORI
INTERVENTO ………
QUADRO
ECONOMICO SINTETICO
a)
Totale
importo lavori
b)
Somme
a disposizione
b1)
arredi,
indagini, allacciamenti, imprevisti
b2)
acquisizione
aree o immobili
b3)
spese
tecniche, collaudo, ecc.
b4)
IVA
totale
parziale
€-
Totale costo realizzazione
€-
SCHEMA B3 - COSTO ATTIVITA'
INTERVENTO ………
QUADRO
ECONOMICO SINTETICO
a)
Totale
importo attività
b)
Somme
a disposizione
b1)
arredi
b3)
consulenze,
indagini, pubblicità, ecc.
b4)
imprevisti
b5)
IVA
totale
parziale
€-
Totale costo realizzazione
€-
Schema
URB
PISL:
Intervento N.:
Comune:
COMPATIBILITÁ
URBANISTICA
L’intervento è assoggettato alle seguenti
disposizioni generali, urbanistiche ed edilizie, vigenti od operanti in
salvaguardia:
Piano Regolatore Generale o Variante (1):
Area urbanistica in cui è compreso l'intervento (2):
Allegati:
Estratti cartografici del PRG con individuazione dell’area
interessata dall’intervento
Estratti delle Norme Tecniche di Attuazione
Prescrizioni derivanti da altri piani o programmi (3):
Prescrizioni derivanti da regolamenti comunali (4):
Vincoli e altre prescrizioni normative (5):
L’intervento è (6):
CONFORME
alle disposizioni generali, urbanistiche ed edilizie,
vigenti od operanti in salvaguardia
(1)indicare
la denominazione, gli estremi di approvazione o adozione; in caso di presenza
di strumenti vigenti e adottati (operanti in salvaguardia), citarne gli estremi
e condurre l’analisi di conformità rispetto ad entrambi;
(2)indicare la denominazione di zona; in caso di
più aree urbanistiche interessate descrivere le caratteristiche di ciascuna;
(3)piani territoriali, piani di aree protette,
piani di settore (Piano energetico ambientale regionale, strumenti di
pianificazione di difesa del suolo, piani del traffico, etc.), che
interagiscono (perché richiedono attuazione o perché immediatamente prevalenti)
con il PRG;
altri programmi integrati, “programmi
complessi”, strumenti urbanistici esecutivi adottati o approvati;
(4)eventuali prescrizioni specifiche del
regolamento edilizio, d’igiene, etc.;
(5)vincoli che interagiscono con le prescrizioni
del PRG (reti infrastrutturali esistenti o previste, fasce di rispetto, etc.),
che comportano specifiche autorizzazioni (ad es. in materia di paesaggio,
ambiente, difesa del suolo), vincoli di inedificabilità, espropriativi, usi
civici, eventuali convenzioni in atto, etc.;
(6)barrare la casella interessata;
(7)ad esempio: necessità di strumento
urbanistico esecutivo in attuazione del PRG, altri tipi di variante (indicare
gli estremi normativi), etc.